06 set 2012

Bambù per combattere il riscaldamento globale

Sul pianeta Terra c’è un problema: il cambiamento climatico globale!!!
E’ necessaria una soluzione realmente efficace per ridurre il contenuto totale di CO2 presente nella atmosfera il più rapidamente possibile!!!

La proposta di Mario Rosato e del suo gruppo multidisciplinare di collaboratori per contrastare il cambio climatico consiste nell’integrare una piantagione di bambù ad un impianto di trattamento mediante Fermentazione oscura della frazione organica di rifiuti solidi urbani (FORSU) e/o acque reflue di tipo organico.

Fermentazione oscura??!!! Cos’è un film horror??!!! No calma non è una tecnica di Voodoo... curiosi di sapere cos’è??!! Eccovi accontentati!!! :-)

La fermentazione oscura è un processo biologico, simile alla produzione di biogas, che genera una miscela composta da un 70% di H2 e un 30% di CO2; è a parità di quantità di energia totale generata, le emissioni totali di CO2 raggiungono solo il 35% di quelle che produrrebbe il biogas.

Altro vantaggio del processo è che la quantità di C trattenuta nel fango è notevole e si attesta attorno al 60% della quantità di C contenuta nella massa immessa nel sistema di trattamento.

Nel proggetto proposto da Rosato il suolo della coltivazione e, successivamente, i materiali derivati dall’industrializzazione del bambù fungono da serbatoi di carbonio e azoto.

L’idea di utilizzare il bambù per fissare il C nasce dalla volontà di evitare l’utilizzo dei legni pregiati per la produzione di edifici, mobili, carta che ha come svantaggio di promuovere la deforestazione tropicale (quindi usando il bambù si potrebbero lasciar crescere gli alberi) :-)

Mediante la sostituzione dei materiali tradizionali da costruzione (la cui produzione è una delle principali fonti di emissioni di CO2) con prodotti derivati dal bambù è possibile fissare il carbonio in forma di beni durevoli (50 - 100 anni). Il processo produttivo ipotizzato utilizza bioidrogeno (eventualmente anche biogas) al posto dei combustibili fossili consentendo un’importante riduzione di emissioni di CO2 .

Un ettaro di bambù può fissare 8,86 tonnellate di C/anno nel suolo e nei prodotti durevoli, l’equivalente a 31,5 tonnellate di CO2. Combinato con la fermentazione oscura di 18,75 tonnellate di FORSU, la coltivazione di bambù può risparmiare fino a 142 tonnellate di emissioni di CO2/anno se la si compara con il conferimento in discarica di FORSU.

In Italia, la coltivazione in zone marginali, improduttive e a rischio di dissesto idrogeologico, con l’obiettivo di assorbire CO2 e nitrati zootecnici è perfettamente fattibile.
La coltivazione massiva di bambù in Europa rappresenterebbe una valida opportunità capace nel contempo di riattivare l’economia con nuova occupazione, denitrificare suoli contaminati e assorbire CO2 atmosferico.

Per saperne di più :
www.architetturaecosostenibile.it