02 ott 2012

Una piccola isola che esiste e che ha una storia da raccontare

L’isola di Santo Stefano è una piccola isola (500 metri di diametro, con un'estensione di circa 27 ettari) spersa nel Mar Tirreno, al largo della costa fra Lazio e Campania, a circa 2 chilometri ad est da Ventotene.
La sua è una storia che l’Italia non può dimenticare perché si fonde con la storia di molti che in nome dei loro ideali sono stati disposti a rinunciare anche ad uno dei valori più importanti per ogni uomo: la libertà.


La piccola isola fu scarsamente abitata anche nel periodo romano e sulla piccola isola restano, anche se lasciati all’incuria, alcuni resti.
Resti romani più importanti sono presenti sull’isola di Ventotene, famosa anche perché fu il luogo in cui prima Augusto esiliò la figlia Giulia (resti di villa Giulia a Punta Eolo), poi l'imperatore Tiberio esiliò la nipote Agrippina nel 29 d.C. e più tardi l'imperatore Nerone esiliò sua moglie Ottavia.

In periodo romano l’isola era chiamata Partenope, (dal greco Παρθενόπη), Palmosa, Dommo Stephane e Borca.
Le scogliere ripide che la caratterizzano, hanno sempre reso difficile l'approdo, possibile solo in 4 punti, da scegliere a seconda dei venti.

Oggi le due isole fanno parte di una riserva marina :-)


Sull’isola si vede un grande edificio rosa, dalla forma di un teatro costruito in periodo borbonico (circa 1794-95); questo edificio non è un teatro ma un carcere.
Il carcere prese il posto di un monastero dedicato a Santo Stefano, a cui l’isola deve l’attuale nome.
Un carcere di forma circolare con 99 celle, unico nel suo genere. La forma di teatro al contrario oltre a significati esoterici, nasce dalla volontà di far sentire il condannato sempre osservato dalle guardie,una sorta di Grande Fratello ante litteram.
Le piccole celle non erano dotate di finestre che permettevano di guardare il mare ma solo un piccolo spicchio di cielo. E tutto questo perché il carcere era destinata al confino dei dissidenti politici.

Il grande penitenziario fu voluto da Ferdinando IV, re di Napoli, il progetto fu affidato all'architetto Francesco Carpi che, ironia della sorte, fu anch'egli qui recluso dal Re a causa di divergenze sul piano politico.

Il carcere venne completato nel 1795 e fu attivo ininterrottamente fino al 1965.
Qui vennero detenuti nomi noti nella storia, tra cui Luigi Settembrini, l'anarchico Bresci, uccisore del re Umberto I, e Sandro Pertini con altri antifascisti. Sin dalle sue origini, infatti, questo carcere era destinato alla detenzione dei prigionieri politici, come gli antifascisti!!
Un’isola che ci racconta come Italiani, un’isola che esiste nei libri di storia!!!
Non lasciamola nell’oblio!! Ricordiamo la sua storia!! Questa piccola isola è stata abitata da gente che per difendere i propri valori si è privata di tutto... anche della libertà!!


it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Santo_Stefano


Due piccoli documentari: