01 ott 2013

GravityLight, lampada che sfrutta il peso per far luce

Circa 1.5 miliardi di persone non hanno accesso alla corrente elettrica e si affidano a pericolose lampade al kerosene per avere un minimo d’illuminazione. Con questa consapevolezza è nata l’idea veramente rivoluzionaria di GravityLight, un piccolo ed economico dispositivo che in pochi secondi è in grado di generare luce sfruttando la sola forza di gravità, senza alcuna batteria.




Il progetto è approdato su IndieGoGo, piattaforma di crowdfounding alternativa a kickstarter, riscuotendo ovviamente il successo sperato: proprio in questi minuti si è superata la soglia minima di 55.000$ richiesta per la messa in produzione dei GravityLight, 1000 dei quali verranno distribuiti in Africa e India non appena possibile. L’idea è davvero geniale, applicabile in qualsiasi luogo e condizione, a patto che si disponga di un peso di 9 kg da apporre ad una delle estremità che penzolano dal piccolo dispositivo.

Non appena il peso viene applicato, il particolare ‘nastro’ che passa per il meccanismo interno comincia la sua lenta caduta spinto dalla sola forza di gravità; la consistente frizione applicata fa si che questa caduta duri 30 minuti, tempo in cui la lampada a LED riceve continua energia meccanica direttamente trasformata in luce.

GravityLight non è tuttavia soltanto una lampada, è in grado di convogliare questa energia in altri dispositivi, può essere quindi utilizzato per far funzionare una radio o per ricaricare batterie.

Quel che sconvolge ancor più, oltre alla semplice e funzionale idea, è il costo estremamente basso che si prevede per le GravityLight non appena comincerà la produzione di massa: soltanto 5$ per i paesi in via di sviluppo! Inevitabile carpire quali possano essere i benefici per le popolazioni disagiate, ma pensiamo anche a situazioni altrettanto difficili come le emergenze dopo eventi catastrofici, o ancora come semplice gadget da campeggio.

Accorrete sulla pagina di GravityLight per contribuire al progetto, con 50/60$procurerete un dispositivo ad una sfortunata famiglia africana o indiana e ve ne arriverà uno a casa vostra.